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Cosa significa saldo e stralcio?

Saldo e stralcio è la possibilità offerta al consumatore di chiudere una posizione a sofferenza come potrebbe essere un mutuo, un prestito, una carta revolving, tramite un pagamento che di solito è preferibile sia in un’unica soluzione, di una somma inferiore rispetto al debito maturato.

Di fatto, il compromesso sta nel saldare il debito anche se con un pagamento parziale.

Saldo e stralcio, come funziona?

Si stima l’importo massimo che si è disposti a versare, calcolato con una percentuale rispetto al debito residuo. Attenzione, quando parliamo di prestiti, finanziamenti o di carte revolving e, ancora, quando si tratta di fidi di conto corrente, questo valore calcolabile potrà variare dal 40% al 60% del debito accumulato.

Nell’ipotesi di mutui ipotecari, esempio di saldo e stralcio per il mutuo della casa, la banca o le società di recupero crediti, generalmente accettano offerte non inferiori al 70% o 80% del debito. Di fatto, sul bene grava un’ipoteca e in caso di non risoluzione dell’accordo, l’immobilità potrà essere venduto all’asta.

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Verrai ricontattato da un nostro esperto per una consulenza gratuita sul saldo e stralcio. Insieme analizzeremo la tua situazione e troveremo la soluzione migliore alla tua realtà.

Saldo e stralcio, a chi rivolgersi?

Se sei in sofferenza con una finanziaria, come agos, compass o findomestic, forse un accordo del genere potrebbe aiutarti.

  • Ho un prestito a sofferenza con banca unicredit e per vari motivi sono in difficoltà, come posso fare?

Innanzitutto è importante sapere che ci si può affidare a un avvocato o agire in proprio. Se inoltre ti stai chiedendo quanto proporre per saldo stralcio, ricorda che la tua somma è accettabile qualora sia variabile dal 40% al 60%, eccetto per i debiti ipotecari, quindi i debiti bancari. In questo caso, se invece la domanda è per l’immobiliare quanto offrire, abbiamo detto minimo il 70% – 80%.

  • Ho un mutuo non pagato in sofferenza con banca intesa, potete aiutarmi?

Puoi compilare il modulo di richiesta consulenza gratuita, un nostro esperto ti contatterà per trovare la migliore soluzione alle tue esigenze.

Ricorda, in ogni caso, che l’offerta saldo e stralcio non è a rate ma in rata unica e potrebbe essere rifiutata.

Quando proporre saldo e stralcio?

Solo dopo che la tua pratica, sia essa o meno un prestito, è in certificato stato di sofferenza bancaria.

Abbiamo appena detto che solo dopo che la pratica è a sofferenza, quindi quando la banca o la finanziaria ha messo a perdita la posizione. Con un finanziamento in regolare ammortamento o per il mancato pagamento di poche rate, visto che la pratica è ancora aperta, non è possibile procedere con questa soluzione.

Molte volte, inoltre, ci viene chiesto se la chiusura saldo e stralcio si può rateizzare. Occorre dire, per completezza d’informazione, che generalmente è gradito il saldo in un’unica rata e nel minor tempo possibile. Sostanzialmente ci si aspetta un rientro entro un mese dalla data di accettazione della proposta. Quando la cifra offerta è elevata, banche, finanziarie e società di recupero crediti possono accogliere anche una dilazione rateale.

Accettazione saldo e stralcio

Qualora la proceduta di pagamento a stralcio fosse andata a buon fine si dovrà saldare, entro la scadenza pattuita, la somma o le rate previste nel piano di rientro. Una volta pagato il debito, il creditore dovrà rilasciare una lettera liberatoria con validità di atto che nulla è più dovuto.

Qualora non venisse rispettata la scadenza concordata, l’accordo si intenderà nullo.

FAC simile lettera liberatoria

Fac simile lettera: a questo link trovi il materiale necessario. Puoi anche compilare il modulo alla fine dell’articolo per richiedere una consulenza gratuita ai nostri esperti.

Abbiamo quindi ipotizzato che la proposta transattiva andasse a buon fine. È importante altresì ricordare che per la consegna delle comunicazioni è altamente consigliato l’invio a mezzo raccomandata, così da costituire per entrambe le parti una ricevuta di consegna e di lettura. Ovviamente, questo è fattibile anche attraverso l’utilizzo di una casella di posta elettronica con firma digitale: stiamo parlando del recente strumento email pec che, di fatto, è la corrispondente online della raccomandata.

Saldo a stralcio, conseguenze

Bene, analizzata la situazione migliore in cui possiamo trovarci, quella positiva in cui la transazione va a buon fine, non resta che analizzare anche la situazione peggiore, ossia quella in cui questo sistema di risoluzione debiti risulterà non accettato.

In questo caso si attenderanno le azioni da parte del creditore, che possono essere differenti ma, ad esempio, un decreto ingiuntivo potrebbe essere la prima ipotesi.

Cosa avviene dopo il decreto ingiuntivo? E dopo il pignoramento?

Dopo un decreto ingiuntivo o un pignoramento non è sempre detto che il creditore accetti una proposta a saldo e stralcio. Avendo, infatti, notificato un pignoramento, ad esempio della tua busta paga o della tua pensione, il creditore sa che incasserà, mese dopo mese, tutto il credito che gli spetta senza scontare nulla al debitore. Conviene dunque prevenire e intervenire prima dell’asta e prima che sia troppo tardi.

Se vuoi sapere quanto si risparmia con questa metodologia di recupero crediti, puoi compilare il modulo che trovi alla fine di questo articolo: un nostro consulente ti ricontatterà per approfondire la tua situazione e trovare la soluzione migliore per le tue esigenze. Ricorda, la consulenza è gratuita!

Saldo stralcio e Crif

Affrontiamo l’ultima parte di questo articolo per capire se è effettivamente possibile richiedere la cancellazione Crif dopo saldo e stralcio.

La risposta è che in realtà tutto ciò avviene in automatico, secondo quanto previsto dalle attuali normative. Puoi trovare maggiori informazioni sulla cancellazione segnalazione centrale rischi a questo link con tutte le argomentazioni generiche e, nello specifico anche quelle che riguardano la cancellazione segnalazioni centrale rischi saldo e stralcio.

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